{"id":12318,"date":"2025-01-03T12:20:20","date_gmt":"2025-01-03T12:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/?p=12318"},"modified":"2025-09-04T08:22:42","modified_gmt":"2025-09-04T08:22:42","slug":"editoriale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/editoriale-2\/","title":{"rendered":"Editoriale"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"12318\" class=\"elementor elementor-12318\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-405db3f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"405db3f\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8f9d78a\" data-id=\"8f9d78a\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9a1cf85 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9a1cf85\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>L&#8217;Anemoia nel futuro umano &#8211; <em>La nostalgia per un domani che non abbiamo mai vissuto<\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-cd53d07 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"cd53d07\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-02246ef\" data-id=\"02246ef\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-befd5a4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"befd5a4\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-0604c5b\" data-id=\"0604c5b\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-82583cd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"82583cd\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>C&#8217;\u00e8 di sicuro un&#8217;esigenza, davanti a noi: quella di dover imparare a conoscere meglio le nostre emozioni, convertirle da sensazioni a presenze oggettive, da immateriali a materiali, da mentali a visive, da intime a condivise. Ce lo richiede l&#8217;evoluzione che ci mette a confronto con il mondo sempre pi\u00f9 dominato dall&#8217;intelligenza artificiale che in poco tempo ha cambiato la visione di tutto: del lavoro, della ricerca, della crescita, delle aspettative, delle opportunit\u00e0. Sempre pi\u00f9 ci \u00e8 richiesta una coscienza di quello che davvero vuol dire &#8220;esseri degli umani&#8221; e gli umani si riconoscono dal fatto che vivono e sono capaci di emozionarsi e di trasmettere tali emozioni ad altri esseri umani. Non a parole, con i fatti&#8230; ma a volte per definire le emozioni servono le parole, e se non ci sono, se non esistono ancora, anche delle&#8230; parole nuove.<\/p><p><br \/>Abbiamo tra le mani in questo momento quello che inizialmente era un blog nato nel 2009, che poi \u00e8 poi diventato un libro (quello che abbiamo appunto tra le mani), pubblicato nel 2021 e scritto da John Koenig: &#8220;The Dictionary of Obscure Sorrows&#8221;, un progetto che propone neologismi per emozioni complesse che non hanno ancora un nome specifico. Se volete, c&#8217;\u00e8 anche in edizione italiana, il titolo \u00e8 meno evocativo, ma descrive bene il suo contenuto: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/4fzKSDs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dizionario delle tristezze senza nome<\/a>. Tra queste, abbiamo trovato quella che \u00e8 diventata il titolo del nostro numero 5 di Aiway: Anemoia.<\/p><p><br \/>Questa parola, come tutte quelle del libro, combina elementi del greco antico: potenzialmente &#8220;<em>anemos<\/em>&#8221; (vento) con un suffisso che ricorda altre parole legate alle emozioni (come &#8220;paranoia&#8221;). Secondo l&#8217;autore, <strong>l&#8217;anemoia \u00e8 quel peculiare sentimento di nostalgia per un&#8217;epoca che non abbiamo mai vissuto<\/strong>, ed \u00e8 una sensazione paradossale che si manifesta quando contempliamo per esempio le rappresentazioni del futuro nell&#8217;arte, nella letteratura oppure nel cinema. Sono sensazioni che poi in questa epoca sono diventate sempre pi\u00f9 visuali, per esempio su Instagram, ma anche in moltissime espressioni artistiche ed editoriali: sono immagini di citt\u00e0 futuristiche, di convivenza armoniosa tra umani e macchine, che raccontano e sognano una societ\u00e0 trasformata dalla tecnologia, che generano in noi un sentimento di familiarit\u00e0 e appartenenza a qualcosa che per\u00f2 non abbiamo ancora sperimentato e vissuto. \u00c8 come se fossimo gi\u00e0 stati, in quel futuro, come se una parte di noi appartenesse gi\u00e0 a quel mondo che sta ancora prendendo forma. Di fatto, proprio grazie ai film, alle serie tv, ai libri di fantascienza, in un mondo dominato dall&#8217;immaginazione tangibile ed espressa visivamente, si crea quell&#8217;effetto di d\u00e9j\u00e0 vu che \u00e8 ormai evidente anche quando viaggiamo nella vita reale in Paesi e citt\u00e0 famose: anche se non siamo mai andati a Parigi o a Tokyo, in ogni caso abbiamo visto migliaia di immagini di Parigi e Tokyo e quindi quando raggiungiamo &#8220;fisicamente&#8221; questi posti quasi non ci creano forti emozioni, perch\u00e9 sono esperienze visive gi\u00e0 vissute. Siamo gi\u00e0 atterrati nel futuro, lo viviamo come se fosse presente, anzi&#8230; come se fosse passato. E sempre pi\u00f9 non sentiamo necessariamente l&#8217;esigenza di vivere nella realt\u00e0 una emozione ed una sensazione, ma ci &#8220;basta&#8221; viverla digitalmente, virtualmente, attraverso uno schermo.<\/p><p><br \/>\u00c8 quindi evidente quanto l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale stia accelerando questo fenomeno: le sempre pi\u00f9 comuni e frequenti interazioni quotidiane con assistenti virtuali, chatbot e piattaforme AI stanno provocando un ponte emotivo verso quel futuro immaginato, conversando e interagendo con queste AI (ancor pi\u00f9 con la voce, che non a caso \u00e8 sempre pi\u00f9 evoluta ed usata), stiamo gi\u00e0 vivendo un frammento di quel domani che ci sembrava cos\u00ec lontano, e di cui per\u00f2, paradossalmente, ne sentiamo gi\u00e0 la mancanza, come se fosse un ricordo sfocato di un&#8217;esperienza mai vissuta.<br \/><br \/>Questa anemoia tecnologica si manifesta non solo nei confronti dei luoghi, ma anche nel modo in cui iniziamo ad immaginare le possibili relazioni umane del futuro. C&#8217;\u00e8 una sorta di malinconia preventiva per la perdita di certe forme di interazione sociale che potrebbero essere rafforzate, materializzate, immaginate dall&#8217;AI influenzando persino la nostra percezione del tempo. La velocit\u00e0 con cui la tecnologia evolve sta comprimendo il nostro senso del futuro, facendo apparire il domani pi\u00f9 vicino e tangibile che mai. Questa compressione temporale alimenta l&#8217;anemoia, facendoci sentire nostalgici per un futuro che sta arrivando troppo velocemente per essere completamente compreso o assimilato. E tutto sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile perch\u00e9 siamo vicini ad un&#8217;altra rivoluzione, quella dei robot che, alimentati dall&#8217;AI, si materializzeranno nelle nostre case e nella nostra vita con una forma che non sar\u00e0 pi\u00f9 quella di una macchina, ma sempre pi\u00f9 quella di esseri umani, e sar\u00e0 progressivamente sempre pi\u00f9 difficile trattarli e considerarli delle &#8220;semplici macchine&#8221;. Proveremo nostalgia anche nei loro confronti, sentiremo la loro mancanza quando non saranno con noi (mentre ricaricheranno le batterie?) e forse ci sentiremo pi\u00f9 compresi (amati?) da macchine che hanno condiviso con noi momenti importanti della nostra vita, quando forse altri umani non l&#8217;hanno fatto o non lo faranno con la stessa intensit\u00e0.<\/p><p><br \/>Le implicazioni psicologiche di questa nuova forma di anemoia sono profonde: da un lato, questo sentimento pu\u00f2 generare ansia e incertezza, alimentando la paura del cambiamento e della perdita di controllo, dall&#8217;altro &#8211; e forse \u00e8 quello che speriamo e che ricerchiamo noi, e proviamo a trasmettervelo in questo numero, semplicemente condividendo questa visione con voi &#8211; pu\u00f2 mostrarci positivamente questa innovazione trasformandola in adattamento e spingendoci ad immaginare e costruire attivamente il futuro che desideriamo, invece che subirlo passivamente, e quindi forse a proiettarci emotivamente non solo nel passato, ma anche in futuri possibili.<br \/><br \/>La vera sfida per l&#8217;umanit\u00e0 potrebbe essere proprio quella di cercare ed inseguire un equilibrio tra questa nostalgia vissuta in anticipo e la necessit\u00e0 di rimanere ancorati al presente, di navigare tra i ricordi di un futuro immaginato e la realt\u00e0 in continua evoluzione ma che forse ci piace meno rispetto all\u2019immaginato (alla fine, anche l&#8217;universo Instagram propone a molti di apparire quello che non siamo, di vivere una vita che non \u00e8 la nostra&#8230;). Mentre ci troviamo sul ciglio di una rivoluzione tecnologica senza precedenti, molti di noi stanno sperimentando una forma unica di anemoia: non pi\u00f9 rivolta al passato, ma proiettata verso un futuro che ancora non esiste, eppure gi\u00e0 ci manca.<\/p><p>In tutto questo, l&#8217;anemoia ci potrebbe anche far riflettere sul ruolo della memoria collettiva nell&#8217;era dell&#8217;AI, che appare sempre pi\u00f9 integrata nella nostra societ\u00e0 e alla nostra vita, e sta contribuendo a creare una memoria condivisa del futuro, un archivio di aspettative, speranze e timori che influenza il modo in cui percepiamo e costruiamo il domani, ma anche ad impegnarci in tutti i modi per preservare i ricordi, la cultura, le tradizioni, le storie del nostro passato. Anche di questo vogliamo parlare, in questo numero, perch\u00e9 ci sono progetti interessanti di recupero ed integrazione necessaria di queste culture e di queste umanit\u00e0 all&#8217;interno dell&#8217;AI: che siano le tradizioni delle comunit\u00e0 indigene o quelle delle ricette di cucina o dei dialetti o delle lingue che non possiamo abbandonare, ma anzi far risplendere dentro questi centri di memoria immensi (infiniti eppure non completi) che saranno sempre pi\u00f9 la guida per l&#8217;umanit\u00e0.<\/p><p><br \/>Un numero che parla di futuro, della nostalgia, della voglia di preservare e preservarci. Buon viaggio!<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1609aa6 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"1609aa6\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-199ee5e\" data-id=\"199ee5e\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7e39b52 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7e39b52\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<pre><a href=\"https:\/\/jumper.it\/aiway\/account-iscrizione\/abbonamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ABBONATI E INIZIA A LEGGERE<\/a><\/pre>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Editoriale di Aiway 5 \u00e8 gratis per tutti: leggilo e scopri perch\u00e9 abbiamo dedicato tutto il numero a una forma molto particolare di nostalgIA, l&#8217;anemoIA.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12840,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[17,8,412],"tags":[64,98,97],"class_list":["post-12318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ai","category-editorial","category-numero5","tag-ai","tag-aiway","tag-editoriale","pmpro-has-access"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12318"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12326,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12318\/revisions\/12326"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}