{"id":13545,"date":"2025-09-03T11:53:56","date_gmt":"2025-09-03T11:53:56","guid":{"rendered":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/?p=13545"},"modified":"2025-09-04T16:49:43","modified_gmt":"2025-09-04T16:49:43","slug":"editoriale-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/editoriale-6\/","title":{"rendered":"Editoriale"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"13545\" class=\"elementor elementor-13545\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fdd06a9 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"fdd06a9\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8ed6aa3\" data-id=\"8ed6aa3\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2c6a041 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"2c6a041\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4bd5729\" data-id=\"4bd5729\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbd575a elementor-widget elementor-widget-qi_addons_for_elementor_blockquote\" data-id=\"bbd575a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"qi_addons_for_elementor_blockquote.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-shortcode qodef-m qodef-qi-blockquote qodef-layout--top qodef--\">\n\t\t\t\t<h4 class=\"qodef-m-text\">\n\t\t\tCosa c'\u00e8 di pi\u00f9 umano della paranoia, di questi tempi? Siamo di fronte alla pi\u00f9 potente evoluzione della specie umana, e invece che affrontarla con coscienza, come opportunit\u00e0, come domande da porre e risposte da ricercare, la si vive con paranoia.\t\t<\/h4>\n\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8f98cfe elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"8f98cfe\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1657b7d\" data-id=\"1657b7d\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8253f59 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8253f59\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>\u00a0L\u2019Intelligenza Artificiale si espande come una marea silenziosa<\/strong>, invade i margini delle nostre vite quotidiane e le pieghe delle nostre economie, e pi\u00f9 si fa vicina, pi\u00f9 la percezione collettiva sembra allontanarsene. \u00c8 come se, al posto di accogliere la sfida con lucidit\u00e0 e immaginazione, ci stessimo lentamente rifugiando in uno stato di ansia diffusa. Una <i>paranoia<\/i> che si veste di prudenza, ma che spesso \u00e8 solo una forma pi\u00f9 elegante della rinuncia, dell&#8217;isolazionismo, del tentativo di &#8220;tornare indietro&#8221;. Sono tanti anni che ci occupiamo di &#8220;innovazione&#8221;, e di questa abbiamo fatto il nostro mantra, il nostro obiettivo di vita, la nostra fonte di energia; possiamo garantirvi l&#8217;unica cosa di cui possiamo assolutamente essere sicuri, nell&#8217;insicurezza generale: indietro, non si torna mai.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Questo numero di Aiway Magazine vuole parlare delle paranoie<\/strong>, cercando di affrontarle comunque con rispetto, perch\u00e9 sono un sentimento che influenza la vita di molti, e non possono essere trattate con superficialit\u00e0. <b>Siamo umanisti, siamo romantici<\/b>: le persone sono quelle che ci interessano di pi\u00f9, la tecnologia \u00e8 e deve essere, secondo noi, un mezzo per migliorare la vita di tutti, e per riuscirci serve vederla anche in senso critico, prevedendo le conseguenze negative, sapendo per\u00f2 &#8211; proprio perch\u00e9 siamo umanisti &#8211; che se le tecnologie generano conseguenze negative, la colpa \u00e8 solo ed esclusivamente umana: ci sono umani che non meritano di rientrare di diritto in questa categoria per il solo fatto di essere nati &#8220;umani&#8221;. Siamo convinti che dovremmo abbandonare l&#8217;idea che possa esistere uno <i>ius soli dell\u2019umanit\u00e0<\/i>, una cittadinanza automatica concessa per biologia, per appartenenza di specie, come se bastasse la carne e il sangue per accedere al privilegio di essere chiamati \u201cesseri umani\u201d. Dovremmo domandarci &#8211; e domandare -cosa abbiamo fatto (davvero) per meritarcelo? In che misura pratichiamo l\u2019umano come approccio e come missione, invece che semplicemente incarnarlo? Forse, in questo tempo di accelerazione algoritmica, bisognerebbe riscrivere la grammatica dell\u2019umano non pi\u00f9 come stato, ma come <i>intenzione<\/i>. Non pi\u00f9 come diritto ereditato, ma come azione quotidiana. Un\u2019umanit\u00e0 che rinuncia alla curiosit\u00e0, alla ricerca, alla responsabilit\u00e0 condivisa, \u00e8 ancora degna di questo nome? Se temiamo che le macchine ci somiglino troppo, non \u00e8 forse perch\u00e9 abbiamo smesso di somigliare a noi stessi, in quanto esseri umani?\u00a0<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Ma di quali paranoie, la grande porzione delle persone, sta vivendo, quando pensa all&#8217;AI?<\/b> La paranoia dei falsi contenuti, del lavoro che scompare, del controllo che ci sfugge. Paranoie di perdere \u201cl\u2019umano\u201d, che sembra essere e dover essere sempre un diritto, ma mai un dovere, un riconoscimento e mai un impegno. Si ha la paranoia che l\u2019AI sappia troppo \u2013 o troppo poco. Ogni giorno una nuova fobia: quella delle immagini generate, delle voci clonate, dei chatbot che scrivono articoli, degli agenti che prenotano voli o scelgono investimenti, delle auto a guida autonoma che vanno a schiantarsi uccidendo i passeggeri. Ma sotto questa superficie si muove qualcosa di pi\u00f9 profondo: la paura che <i>l\u2019evoluzione<\/i> ci stia scavalcando.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Quello che invece dovremmo avere \u00e8 una paranoia nei confronti della nostra riluttanza ad avere un ruolo in questa evoluzione,<\/b> togliendola o riducendo il potere di coloro che stanno, in questo ambito, agendo con una lucidit\u00e0 spietata, fatta di investimenti giganteschi, concentrazioni industriali senza precedenti, e una visione del futuro che non lascia spazio ai tentennamenti. Quante sono le persone in giro che si dichiarano contro l&#8217;AI ma poi passano ore e giorni sui social di Meta, sulle chat di Whatsapp che usano l&#8217;AI per rubarci tutto, che continuano ad usare X (Twitter) anche dopo che la mancanza di responsabilit\u00e0 dell&#8217;AI di Musk si permette di inneggiare al nazismo, che continuano ad usare Google che sta preparando la pi\u00f9 grande azione per guadagnare tutto il mercato unendo ricerca e AI per portare &#8211; come un pifferaio magico &#8211; tutti verso un immenso luogo che finge di chiamare ancora &#8220;Internet&#8221; e ancor di pi\u00f9 &#8220;Internet libero&#8221; ma che in realt\u00e0 \u00e8 ormai il suo territorio conquistato e gestito: come uno stato, come un pianeta. Perch\u00e9 si va in paranoia per l&#8217;AI e non si inizia a combatterla nelle aree pi\u00f9 buie e negative? Perch\u00e9, alla fine, vince la pigrizia, l&#8217;opportunismo, la mancanza di voglia di approfondire e di capire.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Questo numero vuole parlare quindi di queste paranoie, al fine di analizzarle, isolarle, e vederle in una nuova prospettiva costruttiva. <\/b>Per comprenderle e risolverle pensiamo che sia utile parlare direttamente con le macchine, e non con chi le governa, perch\u00e9 se lo faremo, potremo, anche in questo caso nel nostro piccolo, invertire l&#8217;andamento dell&#8217;evoluzioni, non cercare di sopprimerle (inutilmente). Perch\u00e9 \u00e8 fondamentale imparare a parlare con le macchine, senza lasciare il potere a coloro che vogliono &#8211; per i propri interessi &#8211; metterci in bocca e tra le mani gli strumenti e le interfacce per controllarci quando ci rivolgiamo alle macchine. Siano questi imprenditori, Stati, o governi: non sono loro che devono determinare, gestire e controllare questo dialogo e questa collaborazione, devono solo darci (e li paghiamo per questo) strumenti per la nostra espressione e per il nostro sviluppo. <\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\">P<b>arleremo nello specifico delle paranoie legate all&#8217;Europa, che sembra aver scelto il rifugio dell\u2019autoregolamentazione come alibi per la &#8220;non azione&#8221;. <\/b>L\u2019Europa, oggi, \u00e8 un continente che parla di diritti digitali mentre il resto del mondo costruisce le piattaforme che li ridisegneranno. \u00c8 un approccio giusto, potenzialmente e teoricamente, ma siamo sicuri che queste regolamentazioni saranno scritte da persone che davvero sanno cosa sta succedendo, cosa succeder\u00e0, da cosa davvero dobbiamo difenderci? Perch\u00e9 al momento sembrano valanghe di parole che dicono che dobbiamo tutelarci, a cosa dobbiamo dire no (bloccando molte opportunit\u00e0 delle aziende europee di competere a livello globale), e poi sembra che affideremo la nostra infrastruttura di comunicazione globale ai satelliti di Elon Musk: bizzarro, no? \u00c8 come se avessimo paura di disturbare il futuro, o peggio ancora, di sbagliarlo, ma nel frattempo, non ci accorgiamo che a forza di non osare, stiamo diventando irrilevanti.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>La paranoia non \u00e8 solo istituzionale. \u00c8 diventata estetica, culturale, psicologica. <\/b>\u00c8 entrata nei nostri dispositivi, nei social, nei flussi informativi che attraversiamo ogni giorno. Ci fidiamo meno. Di tutto. Di chi scrive, di chi parla, delle immagini che vediamo, ma davvero \u00e8 l\u2019AI a generare questa sfiducia? O forse \u00e8 solo l\u2019ultimo anello di una catena che si \u00e8 spezzata da (tanto) tempo? L\u2019intelligenza artificiale non ha inventato la crisi della verit\u00e0: ha solo reso evidente che non abbiamo pi\u00f9 contesti condivisi per riconoscerla.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Mentre dibattiamo (dibattono) tra copyright e trasparenza algoritmica, ci stiamo perdendo l\u2019unica vera rivoluzione in corso: quella del <i>valore<\/i><\/b>. Per la prima volta, i sistemi intelligenti possono diventare soggetti addirittura economici. Possono effettuare pagamenti, sottoscrivere micro-servizi, trasferire denaro, coordinare supply chain, generare ricavi, gestire investimenti. Le stablecoin e i sistemi di pagamento da macchina a macchina (machine-to-machine economy) sono gi\u00e0 qui. Non sono futuri lontani, sono prototipi funzionanti, e ancora una volta ci sono giganti (decisamente non buoni) che stanno vedendo come scalare la montagna del vero potere, quello dei soldi, mentre tutti guardano da un&#8217;altra parte. Con queste rivoluzioni del &#8220;valore&#8221;, si apre un mondo dove il denaro non passer\u00e0 pi\u00f9 dai circuiti tradizionali, dove lo Stato perder\u00e0 centralit\u00e0, dove la banca \u2013 intesa come istituzione \u2013 smetter\u00e0 di essere garante universale. \u00c8 uno scenario che fa tremare, ma solo se si pensa che gli attuali custodi del potere finanziario abbiano davvero operato per il bene collettivo. Se torniamo indietro con la memoria, nemmeno troppo lontana, ci accorgiamo di quanto questa centralit\u00e0 ha creato disastri.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Tutto questo, naturalmente, fa paura. Ma \u00e8 una paura mal posta, perch\u00e9 non \u00e8 l\u2019AI a essere incontrollabile: \u00e8 l\u2019architettura geopolitica che le stiamo costruendo intorno a non garantire alcuna fiducia.<\/b> Non sono le macchine a sostituirci: siamo noi a non sapere pi\u00f9 cosa vogliamo essere. La paranoia &#8211; in fondo &#8211; \u00e8 il sintomo di una malattia pi\u00f9 vasta: quella dell\u2019immaginazione addomesticata, dell&#8217;accettare che le cose non cambiano, e che non vogliamo cambiarle.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>E allora forse \u00e8 tempo di un nuovo illuminismo.<\/b> Ma non calato dall\u2019alto, non fondato su commissioni o decreti, non venduto come \u201cnuova versione\u201d dell\u2019umano 2.0. Serve un illuminismo del quotidiano, che parta dalla coscienza delle persone, dal basso, dall&#8217;attivismo culturale costruttivo, e non distopico. Dal desiderio di imparare, di esplorare, di costruire, di sbagliare. Dalla volont\u00e0 di non delegare tutto a chi promette \u201csistemi sicuri\u201d, perch\u00e9 sappiamo che la sicurezza promessa \u00e8 sempre, in qualche modo, una forma di dominio.<\/span><\/p><p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Questo nuovo illuminismo sar\u00e0 lento, disordinato, impuro. Ma sar\u00e0 nostro.<\/b> Non ci salver\u00e0 dalla complessit\u00e0, ma ci liberer\u00e0 \u2013 forse \u2013 dalla paranoia. Benvenuti, questo \u00e8 il numero dedicato alla paranoia, e all&#8217;unica arma per combatterla: la coscienza.<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c5141bf elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"c5141bf\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-dc421b7\" data-id=\"dc421b7\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-70be194 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"70be194\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1da9422 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"1da9422\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ddd0a71\" data-id=\"ddd0a71\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f581227 elementor-widget elementor-widget-qi_addons_for_elementor_blockquote\" data-id=\"f581227\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"qi_addons_for_elementor_blockquote.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-shortcode qodef-m qodef-qi-blockquote qodef-layout--top qodef--\">\n\t\t\t\t<h4 class=\"qodef-m-text\">\n\t\t\t\nLe copertine di questo numero 6 di Aiway Magazine raccontano le riflessioni su chi siamo, sulle nostre paure, sulle nostre speranze, che si riflettono in specchi che ci impongono di prendere coscienza della realt\u00e0, superando l'oscurit\u00e0 della paranoia\n\t\t<\/h4>\n\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1609aa6 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default qodef-elementor-content-no\" data-id=\"1609aa6\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-199ee5e\" data-id=\"199ee5e\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7e39b52 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7e39b52\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<pre><a href=\"https:\/\/jumper.it\/aiway\/account-iscrizione\/abbonamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ABBONATI E INIZIA A LEGGERE<\/a><\/pre>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> FREE ACCESS | La nostra incapacit\u00e0 di governare il cambiamento ci porta a temere macchine simili a noi, mentre abbiamo smesso di somigliare a noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":13546,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[17,8,432,436],"tags":[64,98,97],"class_list":["post-13545","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ai","category-editorial","category-numero6","category-speciale-paranoia","tag-ai","tag-aiway","tag-editoriale","pmpro-has-access"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13545"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13643,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13545\/revisions\/13643"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/jumper.it\/aiway\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}