E’ un appuntamento fisso: la lista dei regali selezionati dalla redazione di Jumper è attesa con impazienza, ed è l’occasione non solo per fare un regalo ad un fotografo professionista vostro amico, o un grafico, un appassionato di cultura visiva… ma specialmente l’abbiamo pensato per voi, che ci leggete. Il rischio è di ricevere sempre e solo regali che non vi rappresentano (una coperta, una cravatta, un vasetto di miele…) e, quindi, visto che ci dobbiamo consolare in qualche qualche modo, e ancor di più premiarci perché abbiamo lavorato tutti con grande impegno, e magari anche con poche soddisfazioni, ci dobbiamo pensare da soli. Questa guida, come ogni anno, è stata stilata da noi pensando a voi e un po’ anche a noi: sono parte di una lista di desideri che con sensibilità viene raccolta mese dopo mese. Speriamo che possiate trovare ispirazione ad esplorarla, e che ognuno di voi possa trovare un piccolo bagliore di piacere. Buona esplorazione e… buon Natale da tutti noi.
Roba di carta
Libri, riviste, pubblicazioni particolari. Ecco un elenco per chi ama la sensazione della carta tra le mani e non l’abbandonerà mai.
Il fotografo – Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre
Un meraviglioso esempio di narrazione che unisce fotografia e graphic novel, due sfaccettature di storytelling visuale per un progetto legato al fotogiornalismo. “È in effetti un’opera straordinaria – dice nella prefazione Adriano Sofri – La memoria di una guerra particolare e di un capitolo particolare dentro quella guerra, tuttavia capace di rendere l’idea della guerra di sempre e dei nostri giorni con una vivacità e vividezza inedite”. Imperdibile.
Un fitto mistero. immagini e storie del crimine – Giancarlo De Cataldo
Un libro, edito da Contrasto, che permette di analizzare il linguaggio della fotografia di cronaca, ripercorrendo i più famosi e gravi fatti di cronaca nera della storia italiana (e non solo), corredati ovviamente da molte fotografie, divise in otto sezioni: Delitti di famiglia; Complotti; Mafia; Delitti d’affari; Delitti politici; Mostri&Co; Delitti a luci rosse. “Perché certi delitti attraggono tanto la nostra attenzione e altri ci lasciano indifferenti?”, si chiede De Cataldo nella introduzione al volume. Questo fenomeno non è dovuto soltanto a come i giornalisti propongono gli eventi, spesso “reinventando” il caso, costringendoci a provare dolore per la vittima o pietà per l’assassino. Difatti, per quanto i cronisti possano “gonfiare” gli avvenimenti con il loro racconto, certi episodi di cronaca nera sono destinati a sopravvivere nella storia e nella memoria collettiva al di là dell’oggettività. L’autore indaga proprio quegli elementi differenziali che possono aver contribuito in certi casi a focalizzare l’attenzione nei confronti di determinati delitti.
Colors. A book about a magazine the rest of the world
Colors è stato (è tutt’ora… anche se con impatto diverso rispetto agli esordi degli anni ’90) un progetto editoriale rivoluzionario e illuminato. Nato dalla fucina di Fabrica (che, per essere corretti, non era solo farina del sacco di Oliviero Toscani, come spesso si sente dire, ma aveva in Tibor Kalman, graphic designer di origine ungherese morto prematuramente a 49 anni, e in Karrie Jacobs, founding executive editor, gente che sapeva fare riviste sul serio!), ha influenzato e rafforzato il concetto stesso di cultura globale (intesa come “universale”, senza confini), ha espresso meravigliosamente un approccio umanistico per tematiche che spaziavano dai problemi sociali alle espressioni artistiche, il tutto sotto la “bandiera” di un’azienda (Benetton), diventando di fatto il prim0 (o una dei primi) brand magazines, fenomeno che è esploso da alcuni anni: riviste che parlano di tematiche di interesse delle persone che sono nel “target” delle aziende che sviluppano la rivista, ma che non parlano espressamente (ma solo indirettamente) dei prodotti dell’azienda stessa. Questo libro parla di questa storia, ed è un dovere comprarlo per capire un periodo storico della comunicazione, ma anche per intuire cosa oggi – più che mai – si può fare per creare nuovi (rivisitati) strumenti di comunicazione che oggi le aziende sono disposte a pagare.
The Story of the Face: The Magazine That Changed Culture – Paul Gorman
Altro libro che ripercorre la storia di una rivista storica, The Face, rivista inglese dedicata alla musica (britannica), alla moda e alla cultura, lanciata da Nick Logan nel 1980. La sua importanza è legata anche all’intuizione di Logan, nel 1982, di assumere come art director un giovane all’epoca sconosciuto chiamato Neville Brody, diventato poi la stella assoluta del Graphic Design mondiale. La storia della rivista, rivissuta in questo bellissimo libro, si è fermata nel 2004, ma è notizia di pochi mesi fa l’acquisizione della testata da parte dell’editore inglese Mixmag Media, che ha annunciato di voler rilanciarla a breve.

FOTOGRAFIA
Un tema che ci appassiona e che è stato protagonista di uno dei nostri più recenti Camp: la fotografia di cibo. Abbiamo selezionato due libri che ci hanno ispirato e ci hanno fatto vedere questa realtà fotografica sotto una luce nuova. Da una parte, Feast for the Eyes: The Story of Food in Photography – Susan Bright ripercorre la storia di questo genere fotografico, dalle sue origini fino ai giorni nostri, mostrando come si è evoluto e come immagini del passato possono ancora oggi essere di grande ispirazione per rinnovare ed evolvere il proprio stile. Visual Feast: Contemporary Food Photography and Styling, invece, fa il punto della situazione sulle tendenze più attuali della food photography, anche nel campo del food styling. E visto che durante le feste le abbuffate sono pressoché garantite, ecco un buon motivo per affrontarle con uno spirito diverso!
Per chi invece si occupa di street photography, è stato ripubblicato in versione aggiornata e ampliata un classico del genere: Bystander: A History of Street Photography di Colin Westerbeck e Joel Meyerowitz. Pubblicato la prima volta nel 1994, è considerato la “bibbia” degli street photographers e racconta non solo i nomi più noti, ma affronta anche i primissimi esempi di questa branca fotografica, non limitandosi ad essere un libro meramente fotografico, ma ricco di testi e ben impaginato.
… e si amate la carta, e quindi vi piace scrivere su fogli di carta un “accessorio” imperdibile: la più bella penna (non stilografica) che ci è mai stato possibile provare. una sensazione spettacolare che simula appunto la fluidità di una bella stilografica, ma molto più moderna, meno costosa e dalla linea che riprende la tradizione. Se la provate, vi innamorerete: è la Parker 948788! Tra le pagine di carta più belle da riempire, ci sono quelle dei notebook Nuuna: copertine da toccare ed esibire, interni che aspettano solo i vostri progetti 2018!
Per chi vuole “fotografare” il nuovo anno con qualche novità
Andoer Light Bar
Samyang F1.4, 85 mm (fuoco manuale)
Elettronica, per finire in bellezza
Logitech BASE Dock
Ormai in molti campi l’iPad riesce a sostituire un computer, ma a volte il problema è di ergonomia, la posizione seduto alla scrivania, tastiera e schermo in posizione inclinata è ancora forse la migliore, per tante situazioni. Ecco allora una base davvero molto bella, che “trasforma” l’iPad Pro (tutti i modelli che hanno la tecnologia Smart Connect, i tre bottoncini sul lato lungo del tablet) in un “mini iMac”, visto che la base in questione riprende esattamente la forma del supporto dell’all-in-one di Apple. Solido, comodo perché consente la ricarica, elegante, e in questo momento anche a prezzo super scontato… Se avete un iPad Pro, è un regalo perfetto.
Ricarica / supporto Dock per Apple Pencil