
chuttersnap
E’ arrivato il momento di staccare la spina, di trovare il momento di concederci qualche giorno di pausa per la testa, per il corpo, per abbandonare lo stress e le continue corse. E’ un augurio rivolto a tutti voi che ci leggete, e anche un augurio che facciamo a noi stessi. Non sappiamo quale sia il vostro ideale di “vacanza”, il nostro è rallentare il ritmo, non avere obblighi di sveglia e di scadenze, leggere e pensare tanto. Forse, per voi, l’ideale è stare sdraiati in spiaggia, magari tra le mani quel passatempo dei giochi di enigmistica, parole incrociate, sudoku o… unire i puntini per scoprire l’immagine nascosta. Sinceramente, si tratta di un passatempo che non ho mai amato, anche perché non ho nemmeno mai avuto bisogno di “passatempi”, ho sempre avuto una vita fin troppo piena, il tempo andava e va trovato, non fatto passare.
Però la metafora dei puntini da collegare, mi è sempre piaciuta, poi è anche capitato di “incrociare” (tante volte) il discorso di Steve Jobs agli studenti di Stanford del 2005, e il tema dell’unire i puntini è diventato qualcosa di molto importante, intenso (se qualcuno volesse, lo trova, con i sottotitoli in italiano, qui). Unire i puntini aiuta a capire dove siamo arrivati, qual è il percorso che abbiamo seguito, a volte senza accorgercene, e specialmente a tracciare i passi successivi: non è un passatempo, è un’azione davvero profonda, che dovremmo fare tutti, almeno in alcuni momenti della nostra vita, e le vacanze sono il momento migliore, perché è un esercizio da fare a mente lucida e rilassata. Può portare anche a momenti di sconforto, di paura, ma invece se ne percepiamo il lato positivo e costruttivo, può solo farci del bene.
La nostra abitudine è fare questa attività di unire i puntini con grande frequenza, e quindi siamo più portati a farlo sulla cronaca, e non su percorsi più lunghi… le puntate precedenti le abbiamo già tracciate, e quindi l’allenamento riguarda le casualità da unire più vicine: ultime settimane, per fare un esempio. Come ho spesso detto, uno strumento che aiuta me e che consiglio a tutti è Evernote, che è una delle invenzioni più intelligenti del nostro mondo contemporaneo, specialmente se si usa in modo corretto: una scatola dove raccogliere tutto quello che assorbiamo, anche in disordine, ma che poi possiamo ritrovare non solo singolarmente, ma ancor più in forma aggregata… già: unendo i puntini per avere un quadro. E allora, vi lasciamo a questo esercizio condiviso segnalandovi alcune delle ultime notizie che abbiamo memorizzato su Evernote e che ci auguriamo che possano avere lo stesso impatto di interesse per voi tutti, anche se poi ciascuno potrà collegare questi “puntini” in modo diverso, personale… ed è anche questo bello: le immagini nascoste dietro i puntini possono essere tante, variabili, personali. Benvenuti in questa analisi, tutta vostra, tutta nostra.
3) Si può salvare una foresta pluviale… ascoltandola? Grazie ad una segnalazione di una studentessa (grazie, Miriam!) ho scoperto uno spazio in un’area nascosta del sito di Google (sotto: informazioni, piccolo link in basso alla pagina più visitata del web, ma che forse non avete mai cliccato) che parla di tanti argomenti, tra cui questo dedicato al “sentire” la foresta. Davvero eccezionale (lo trovate qui, sia da smartphone che da computer) per vari motivi: l’uso dello scrollytelling – neologismo di cui abbiamo spesso parlato, che unisce la narrazione/storytelling con un percorso, sempre più naturale di scroll) – del suono che si integra e rafforza gli elementi visuali, l’impatto che il digitale, pensato in modo corretto, può garantire. Puntini da unire: Bisogna integrare il proprio mestiere di comunicazione con i mezzi digitali, in modo moderno, ed è qualcosa che è estremamente carente nel mondo dei fotografi (e non solo). Linguaggio, potenzialità, sviluppo di business. Basta attendere, bisogna agire!
5) Un sito che adoriamo un questo momento è Wepresent, realizzato magistralmente da Wetransfer, per tanti buoni motivi (alcuni speriamo che vi siano chiari, altri forse ne parleremo in altra sede, è un argomento lungo e multisfaccettato). Uno di questi dettagli però lo abbiamo salvato e ci ispira tanto, è una frase che in fondo ad un articolo propone altri articoli per proseguire la lettura… ma invece che il “solito”: se vi è piaciuto questo, vi piacerà anche…”, alla “Amazon”, propone il percorso inverso, in inglese dice:
Choose your own adventure. Pick from our unrelated articles…
(scegliete la vostra personale avventura: fatelo dai nostri articoli “non correlati”)
Bellissimo, anti “algoritmo”, ci permette di spaziare con la fantasia, per scoprire nuovi percorsi, per entrare davvero in nuove e stimolanti avventure. Puntini da unire: Cerchiamo strade per stupire, e non per essere sempre allineati, il nostro mondo ha bisogno di stupore, di emozioni, di scoperte. Se no finiamo come i vecchietti che guardano il mondo che passa e si accorgono solo di non farne parte.
Bene, 5 puntini da unire, incredibile che – ancora una volta – questa unione ha portato ad una immagine scoperta che è diversa dal previsto: avrei pensato di unire puntini e avere un quadro più allargato, più ampio, e invece tutto ha portato quasi verso la stessa strada, non era voluta e non era auspicata. Ma ci si accorge che questo esercizio è simile al guardare i fondi di caffè per “scoprire” il futuro, ed è una sensazione fortissima. Ancora una volta, scopriamo dove vogliamo andare, e perché lo stiamo facendo… speriamo che questo possa aiutare anche voi, sotto l’ombrellone.